Riordino istituti tecnici: lettera al Ministro. Presentato un emendamento al DL PNRR per ottenere il rinvio della riforma. Il Governo intervenga a dare sostegno

Dagli istituti tecnici giungono segnali di malessere che confermano enormi criticità nell’applicazione di una riforma che la FLC CGIL ha sempre contestato

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Dagli istituti tecnici giungono segnali di malessere che confermano enormi criticità nell’applicazione di una riforma che la FLC CGIL ha sempre contestato. Intanto il MIM rinvia l’incontro con le organizzazioni sindacali e lancia un segnale di evidente difficoltà.

In una lettera indirizzata direttamente al Ministro Giuseppe Valditara, abbiamo rappresentato la situazione di grave criticità che si sta venendo a determinare negli istituti tecnici relativamente all’applicazione dei nuovi quadri orario pur in mancanza, per altro, del decreto relativo alle classi di concorso afferenti alle discipline del nuovo ordinamento.

Il disagio e il malessere sono determinati dalla riduzione della quota orario destinata alle discipline di base e di indirizzo a vantaggio di una quota denominata “quota del curricolo a disposizione della scuola” che lascia intravedere, in prospettiva, una perdita secca di 561 ore di insegnamenti disciplinari (132 ore nel primo biennio, 198 nel secondo biennio e 231 nel V anno) a vantaggio di una flessibilità che dovrà essere governata e gestita dalla scuola per lo sviluppo, tra l’altro, di competenze rispondenti ai fabbisogni formativi espressi direttamente dal sistema delle imprese del territorio.

Questa riduzione si traduce inevitabilmente in una perdita di posti di lavoro, mentre la contrazione delle ore disciplinari impoverisce l’offerta formativa e la funzione educativa complessiva degli istituti tecnici.
Paradossalmente, perdono ore anche non solo le discipline di base (quali italiano, geografia, scienze sperimentali, lingue) ma anche le discipline tecniche più professionalizzanti e caratterizzanti i
diversi indirizzi vedono sacrificare le proprie ore a vantaggio della quota a disposizione della scuola.
L’applicazione di questa riforma, per le difficoltà che sta creando, non solo va interrotta ma, al punto in cui siamo, serve soprattutto ripartire da un confronto serio e pacato proprio sul merito dei
contenuti della riforma.
La strada che abbiamo indicato è chiara e di semplice attuazione: sarebbe sufficiente un emendamento al decreto legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante misure per l’attuazione del PNRR, che disponendo lo slittamento della riforma all’anno scolastico 2027/2028 consentirebbe l’avvio di un confronto sul merito dei contenuti della riforma all’interno all’intera comunità scolastica.

Continueremo a sostenere una campagna di informazione, sensibilizzazione e mobilitazione, coinvolgendo gli organi collegiali, le associazioni professionali più rappresentative del settore, il mondo politico, le associazioni dei genitori e le organizzazioni studentesche interessate da un provvedimento sempre più contestato.

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