JESOLO – La “Sala degli Specchi” del Palacornaro è stata dedicata a Fabio Garofalo, il 18enne di Santa Maria di Licodia (Catania), ucciso il primo agosto 1993 perché testimone involontario di un agguato mafioso.
La cerimonia di intitolazione si è svolta martedì mattina durante l’evento “Legalità e Memoria. Scuola, istituzioni e territorio riuniti nella scelta della legalità”, voluto dall’Istituto Cornaro.
Tra i presenti c’era Antonio Garofalo, fratello del giovane ucciso, che ha rappresentato con grande emozione agli alunni il dolore di una famiglia spezzata da questa tragedia, e il procuratore aggiunto del tribunale di Catania, Sebastiano Ardita, che ha parlato del ruolo delle istituzioni nella lotta alla mafia, in territori dove la malavita sembra prenderne il sopravvento sul tessuto sociale.
A seguire, c’è stato l’intervento di Marco Bussetti, già ministro dell’Istruzione e oggi direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto, che ha sottolineato il ruolo essenziale della scuola nella crescita di alunni consapevoli, oltre a quello del sindaco Christofer De Zotti.
Presenti anche l’assessore Debora Gonella e i dirigenti degli istituti comprensivi Calvino e D’Annunzio con Barbara Sardella, la direttrice dell’Ust di Venezia, e il parroco di San Giovanni Battista Gianni Fassina.
«Educare alla legalità significa aiutare i giovani a comprendere che ogni scelta individuale – ha detto la preside del Cornaro, Giuseppina Fazzio – contribuisce alla costruzione della società. La memoria delle vittime innocenti delle mafie non appartiene solo al passato, ma rappresenta una responsabilità educativa quotidiana».
Autore: G. Bab.

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