C’è tempo fino al 28 febbraio 2026 per aderire al ricorso.
Negli ultimi anni migliaia di docenti di religione cattolica hanno garantito continuità didattica nelle scuole statali attraverso contratti a tempo determinato reiterati per molti anni, spesso oltre i 36 mesi, senza che fossero banditi i concorsi previsti dalla legge con cadenza triennale.
Una recente decisione giudiziaria ha chiarito che l’abuso non riguarda il singolo contratto, ma l’utilizzo sistematico e prolungato del lavoro precario per coprire esigenze strutturali e permanenti dell’amministrazione scolastica. Tale situazione genera un danno risarcibile secondo il diritto europeo.
È stato inoltre ribadito che l’immissione in ruolo dal 1° settembre 2025 non ha effetto automaticamente sanante del danno già subito, soprattutto quando l’assunzione è avvenuta tramite procedura concorsuale basata su titoli ed esami.
Possono aderire al ricorso i docenti di religione che abbiano maturato almeno quattro anni di insegnamento, anche su lunghi archi temporali (dieci, quindici o venti anni), con contratti annuali continuativi o discontinui, anche se attualmente a tempo indeterminato.
Il risarcimento riconoscibile può variare da una a ventiquattro mensilità, in relazione agli anni di servizio e alla gravità della precarizzazione subita, per un importo indicativo compreso tra circa 2.000 e 40.000 euro.
Per gli iscritti al sindacato e per coloro che si iscrivono il ricorso è gratuito e il contributo unificato è interamente a carico del sindacato.
I docenti interessati sono invitati a compilare il modulo di adesione disponibile al seguente link: https://forms.gle/oNP3jmwBM8g2YVUm7
È fondamentale seguire con attenzione la procedura di consegna della documentazione indicata nel modulo ricevuto dopo la compilazione.
Il tempo è determinante.
Il 28 febbraio 2026 rappresenta il termine da non superare per tutelare i propri diritti.
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