La Segreteria Territoriale SNALS Confsal di Venezia esprime profonda indignazione e ferma opposizione in merito alle recenti dichiarazioni, riportate dalla stampa locale, del Senatore Raffaele Speranzon, relative alle iniziative didattiche sulla crisi umanitaria a Gaza deliberate dal Liceo “Marco Polo”.
L’annuncio di un’interrogazione parlamentare volta a sollecitare provvedimenti ministeriali contro l’Istituto veneziano rappresenta un’indebita pressione politica e un attacco diretto ai principi costituzionali che reggono la scuola pubblica italiana.
Respingiamo con forza le definizioni di “indottrinamento ideologico” e “narrazione unilaterale”. La scuola non è, né può essere, un “laboratorio ideologico”, ma è per definizione il luogo del pensiero critico.
Quanto accaduto al liceo Marco Polo non è un’iniziativa estemporanea di singoli militanti, bensì il risultato di una regolare deliberazione del Collegio dei Docenti, organo sovrano e titolare della progettazione didattica ed educativa nel quadro dell’autonomia scolastica.
L’accusa di mancare di pluralismo è strumentale: educare alla comprensione del mondo, anche nei suoi aspetti più tragici e divisivi, non significa fare propaganda. È inaccettabile il cortocircuito ideologico secondo cui la denuncia delle sofferenze dei civili palestinesi debba essere letta come una violazione della neutralità scolastica.
Come sindacato, ribadiamo che la libertà di insegnamento, sancita dall’Art. 33 della Costituzione, è il baluardo contro ogni tentativo di censura o di controllo politico sui contenuti della formazione. La neutralità non può essere intesa come silenzio davanti alla storia. Al contrario, il pluralismo si esercita attraverso il confronto e l’analisi guidata, non tramite l’autocensura imposta dal timore di ritorsioni istituzionali.
Lo SNALS di Venezia vigilerà con estrema attenzione affinché l’autonomia del Liceo Marco Polo e di tutte le scuole del territorio non venga calpestata. Invitiamo il Ministro a respingere ogni logica punitiva, ricordando che la scuola deve insegnare a pensare e non girarsi dall’altra parte. Difendere la libertà dei docenti significa difendere la libertà degli studenti e la tenuta democratica del Paese.
0