La carica del “Cornaro”: «Serve una seconda serale, tanti vogliono riqualificarsi»

In controtendenza rispetto al settore, l'alberghiero Cornaro di Jesolo supera i 600 iscritti, registrando un boom anche nei corsi serali per adulti.

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La carica del “Cornaro”: «Serve una seconda serale, tanti vogliono riqualificarsi»

JESOLO
Iscritti in aumento per l’istituto alberghiero “Elena Cornaro” di Jesolo, che ieri ha aperto ufficialmente le porte ai propri studenti con un anticipo di due giorni rispetto al calendario regionale. La vera notizia, però, è la crescita delle iscrizioni, passate dai poco più di 500 studenti di tre anni fa agli oltre 600 di quest’anno. Un dato significativo anche per quanto riguarda il corso serale, che quest’anno registra ben 45 iscritti al primo periodo, che comprende primo e secondo anno.
I nuovi iscritti sono adulti che hanno deciso di scommettere su una riqualificazione professionale, in un periodo in cui hotel, ristoranti e bar continuano a fare i conti con la difficoltà nel reperire personale.
IN CONTROTENDENZA
«In generale c’è una crisi di iscritti che sta colpendo tutti gli istituti alberghieri – spiega la preside Giuseppina Fazzio, che ieri mattina ha accolto tutti gli studenti – Nel nostro caso, invece, siamo in salita».
«GLI ALBERGHIERI SONO IN CRISI, MA NOI INVECE SIAMO IN SALITA. VIENE PREMIATO IL NOSTRO RIGORE»
Per la dirigente, il dato complessivo rappresenta anche un segnale importante per il settore turistico e dell’ospitalità.
«Avere oltre 600 iscritti è un risultato decisamente positivo – ribadisce la preside – Il turismo e il settore dell’ospitalità vengono visti nuovamente come un’opportunità lavorativa. Sappiamo tutti delle difficoltà che le varie strutture incontrano nel trovare personale, per questo il fatto che ci sia una visione diversa verso questo mondo è un segnale importante.
Non manca l’attenzione al corso serale. «Quarantacinque nuovi iscritti sono oggettivamente tanti – prosegue la preside – ed è altrettanto impensabile immaginare di avere tutti questi studenti in un’unica classe. Ci auguriamo che l’Ufficio scolastico regionale autorizzi la seconda classe».
Questa crescita è ritenuta il risultato del lavoro fatto negli ultimi anni per rafforzare l’autorevolezza dell’istituto. «Siamo una scuola dell’accoglienza, nel senso di occuparsi degli altri – conclude la preside – ma la nostra è anche una scuola di rigore e, di conseguenza, puntiamo al rispetto delle regole. Questo aspetto dà alle famiglie la voglia di scoprirci e di affidarci i propri figli».
Giuseppe Babbo
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