Linee generali dell’Avvio dell’anno scolastico 2026/2027

Le Linee generali dell'anno scolastico 2026/2027 firmate dalla dirigente Giuseppina Fazzio: responsabilità, didattica, identità e organizzazione dell'Istituto.

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Personale scolastico

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Una scuola organizzata, responsabile, innovativa e orientata ai risultati L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 rappresenta per l’IPSEOA “Elena Cornaro” un momento decisivo per consolidare il percorso intrapreso e, al contempo, rilanciare con maggiore consapevolezza l’identità educativa, professionale e organizzativa dell’Istituto. La scuola è una comunità educante, ma è anche un’organizzazione complessa, nella quale il conseguimento degli obiettivi comuni richiede chiarezza dei ruoli, assunzione delle responsabilità individuali, rispetto delle competenze, collaborazione professionale e capacità di tradurre le decisioni assunte in azioni concrete e coerenti. Le presenti Linee generali individuano, pertanto, le priorità che dovranno orientare l’azione dell’Istituto nell’anno scolastico 2026/2027 e costituiscono il quadro organizzativo e culturale entro il quale ciascuna componente della comunità scolastica è chiamata ad esercitare pienamente il proprio ruolo.

L’obiettivo è chiaro: costruire una scuola nella quale ciascuno sappia ciò che è chiamato a fare, ne assuma la responsabilità e contribuisca, nell’ambito delle proprie competenze, al conseguimento del risultato complessivo dell’Istituzione.

1. DALLA LOGICA DELL’ADEMPIMENTO ALLA CULTURA DELLA RESPONSABILITÀ

Il primo obiettivo dell’anno scolastico 2026/2027 è il consolidamento di una cultura organizzativa fondata sulla responsabilità, intesa non soltanto come corretto adempimento dei compiti assegnati, ma come consapevole partecipazione al funzionamento complessivo dell’Istituzione. Ogni incarico, funzione, referenza, coordinamento o attività assegnata deve corrispondere ad una responsabilità effettivamente esercitata. Non è, pertanto, sufficiente assumere formalmente un incarico: occorre svolgerlo con continuità, rispettarne le scadenze, curarne gli adempimenti, comunicare tempestivamente eventuali criticità e rendicontarne gli esiti.

La collaborazione professionale, indispensabile in un’organizzazione complessa, non può tradursi in sovrapposizione o indeterminatezza delle competenze, poiché collaborare significa, innanzitutto, che ciascuno svolga correttamente la propria parte e sappia coordinarla con quella degli altri. A tal fine saranno progressivamente definiti, in relazione ai diversi ambiti di attività, i compiti e le responsabilità, i referenti, i risultati attesi, le modalità di comunicazione, le scadenze e le forme essenziali di monitoraggio e rendicontazione. La responsabilità sarà, dunque, personale nell’esecuzione e collegiale nella costruzione del risultato.

2. CENTRALITÀ DELLA DIDATTICA E RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE DEL DOCENTE

Il centro dell’azione della scuola rimane l’apprendimento degli studenti, al quale devono essere ricondotte, secondo una visione unitaria e coerente, la programmazione, la progettazione, la valutazione, le attività di recupero e potenziamento, l’inclusione e l’orientamento.

Ogni docente è responsabile della qualità dell’azione didattica affidatagli e concorre, attraverso il Consiglio di classe, i Dipartimenti e il Collegio dei docenti, alla realizzazione degli obiettivi formativi dell’Istituto. Particolare attenzione sarà riservata alla programmazione per competenze, all’individuazione dei nuclei fondanti delle discipline, alla coerenza dei criteri di valutazione, al recupero tempestivo delle fragilità e alla valorizzazione delle eccellenze, nonché alla personalizzazione dei percorsi, all’inclusione e alla prevenzione dell’insuccesso, dell’abbandono e della dispersione scolastica. Parimenti essenziali saranno la continuità verticale e orizzontale dei percorsi e la connessione tra apprendimento teorico, attività laboratoriale e contesto professionale. La libertà di insegnamento costituisce un valore fondamentale della scuola autonoma e si esercita nell’ambito della progettazione collegiale, nel rispetto delle disposizioni ordinamentali e del diritto degli studenti ad una formazione coerente, qualificata ed equa.

3. IL CONSIGLIO DI CLASSE COME UNITÀ OPERATIVA DELLA DIDATTICA

Il Consiglio di classe non deve essere percepito come mero luogo di adempimento formale, ma come la sede fondamentale nella quale si realizza il coordinamento effettivo dell’azione educativa e didattica. Ogni Consiglio è chiamato a conoscere approfonditamente la propria classe, ad individuarne tempestivamente i punti di forza e le criticità e a programmare, attuare e verificare gli interventi necessari, evitando che le problematiche emergano soltanto nei momenti conclusivi dei periodi valutativi. Il coordinatore svolge una funzione essenziale di raccordo e di facilitazione del lavoro collegiale, senza che ciò determini alcun trasferimento su di lui delle responsabilità proprie degli altri componenti. Il coordinatore coordina; ciascun docente rimane responsabile degli adempimenti e delle attività che gli competono.

4. DIPARTIMENTI: DALLA DISCUSSIONE ALLA PRODUZIONE

I Dipartimenti disciplinari dovranno assumere una funzione sempre più operativa, affinché il confronto professionale si traduca nella produzione di strumenti concretamente utilizzabili nella didattica e nella costruzione di standard comuni di Istituto. Assumeranno, pertanto, carattere prioritario l’individuazione dei nuclei fondanti e degli apprendimenti essenziali, la predisposizione di prove comuni ove funzionali, la condivisione dei criteri di valutazione, il raccordo tra classi parallele, la progettazione interdisciplinare, la costruzione e l’aggiornamento del curricolo, nonché la predisposizione di strumenti comuni per il recupero e il potenziamento. L’efficacia dell’azione dipartimentale dovrà essere riconoscibile nella sua capacità di trasformare il confronto professionale in decisioni, strumenti e prodotti concretamente utilizzabili nell’attività didattica.

5. UNA SCUOLA PROFESSIONALE DEVE ESSERE RICONOSCIBILE

Il Cornaro deve rafforzare la propria identità di Istituto professionale alberghiero, valorizzandone pienamente le specificità formative e il rapporto privilegiato con il territorio e con il mondo del lavoro. I laboratori, le attività professionalizzanti, la Formazione Scuola Lavoro (FLS), i rapporti con le imprese e con il territorio, gli eventi, i concorsi e le progettualità coerenti con l’offerta formativa non costituiscono elementi accessori, ma componenti qualificanti del percorso educativo. La scuola dovrà diventare sempre più un luogo nel quale lo studente possa sperimentare contesti professionali autentici e sviluppare, insieme alle competenze tecniche, capacità organizzative, senso di responsabilità, attitudine alla soluzione dei problemi, qualità della relazione con l’utenza e cultura del servizio. La qualità professionale deve, pertanto, diventare un elemento sempre più riconoscibile dell’identità del Cornaro e costituire il tratto distintivo della formazione offerta ai suoi studenti.

6. INNOVAZIONE CHE PRODUCE CAMBIAMENTO

L’innovazione non coincide con la semplice introduzione di nuovi strumenti, né può identificarsi con la moltiplicazione dei progetti. Un’attività è realmente innovativa quando determina un miglioramento concreto dell’apprendimento, dell’organizzazione o della qualità del servizio. Saranno, pertanto, valorizzate la didattica laboratoriale e interdisciplinare, le metodologie attive, l’utilizzo consapevole e responsabile dell’intelligenza artificiale, lo sviluppo delle competenze digitali, le simulazioni professionali, i compiti autentici, i project work, l’internazionalizzazione, l’educazione all’imprenditorialità, la sostenibilità, il potenziamento delle competenze linguistiche e il raccordo strutturato con il territorio e il mondo professionale. Le progettualità dovranno essere coerenti con le priorità dell’Istituto e, ove previsto dalla loro natura, accompagnate dalla chiara individuazione degli obiettivi, dei destinatari, dei tempi, dei responsabili, dei risultati attesi e delle modalità di verifica finale.

L’indirizzo per il nuovo anno scolastico sarà, pertanto, quello di perseguire una minore frammentazione progettuale e una maggiore qualità, coerenza e verificabilità dei risultati.

7. INCARICHI: AUTONOMIA OPERATIVA E RENDICONTAZIONE

L’organizzazione dell’Istituto sarà sostenuta attraverso una distribuzione chiara delle responsabilità, nella consapevolezza che collaboratori del dirigente, funzioni strumentali, coordinatori, referenti, responsabili di laboratorio e titolari di specifici incarichi costituiscono una rete organizzativa che deve operare in maniera coordinata, secondo le rispettive attribuzioni. Chi riceve un incarico riceve contestualmente fiducia, autonomia operativa e responsabilità del risultato e deve, pertanto, esercitare con continuità e consapevolezza le funzioni che gli sono state attribuite. Le attività già ricomprese nell’incarico conferito dovranno essere presidiate autonomamente, senza necessità di reiterate sollecitazioni, nel rispetto delle competenze attribuite e delle indicazioni organizzative ricevute.

Ogni responsabile sarà, pertanto, chiamato a curare il proprio ambito, rispettare le scadenze, segnalare tempestivamente eventuali impedimenti o criticità e riferire sugli esiti dell’attività svolta.

8. COMUNICAZIONE INTERNA: CHIAREZZA, TEMPESTIVITÀ E TRACCIABILITÀ

Una scuola complessa non può funzionare efficacemente attraverso comunicazioni occasionali o esclusivamente informali; è necessario, invece, che le informazioni rilevanti siano veicolate attraverso i canali istituzionali individuati dalla scuola, così da garantirne chiarezza, tempestività e tracciabilità. Tutto il personale è tenuto a prendere regolarmente visione delle comunicazioni istituzionali e ad adempiere, secondo la propria competenza, a quanto richiesto nei termini indicati. Eventuali difficoltà oggettive che possano impedire il rispetto di una disposizione o di una scadenza devono essere rappresentate tempestivamente e attraverso i canali appropriati, affinché l’organizzazione possa intervenire prima che la criticità si trasformi in disservizio.

9. RAPPORTO CON LE FAMIGLIE: ASCOLTO, CHIAREZZA E CORRESPONSABILITÀ

Le famiglie costituiscono interlocutori essenziali del processo educativo e la scuola deve garantire nei loro confronti disponibilità all’ascolto, correttezza, trasparenza e tempestività, promuovendo, al contempo, una cultura autentica della corresponsabilità educativa. Il rapporto tra scuola e famiglia dovrà essere orientato alla soluzione delle problematiche e alla tutela del percorso formativo dello studente, nel rispetto dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità di ciascuno. La capacità di ascolto non comporta, infatti, confusione dei ruoli, così come l’esercizio dell’autorevolezza istituzionale non esclude il dialogo: entrambi concorrono alla costruzione di un rapporto educativo corretto e proficuo.

10. STUDENTI: DIRITTI, DOVERI E RESPONSABILITÀ

Porre lo studente al centro dell’azione educativa non significa rinunciare alle regole, poiché educare comporta anche insegnare il valore della puntualità, del rispetto, della responsabilità, della cura degli ambienti, della correttezza nelle relazioni, dell’adempimento degli impegni assunti e della consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni. In un istituto professionale tali dimensioni assumono, peraltro, un valore direttamente formativo e professionalizzante, dal momento che preparano gli studenti non soltanto all’acquisizione di competenze tecniche, ma anche all’assunzione dei comportamenti richiesti nei contesti professionali. La scuola dovrà, pertanto, saper coniugare accoglienza e autorevolezza, inclusione e responsabilità, ascolto e rispetto delle regole, offrendo opportunità formative alle quali dovrà corrispondere un adeguato impegno da parte dello studente.

11. CURA DEGLI SPAZI, DEI LABORATORI E DEI BENI COMUNI

Le aule, i laboratori, le attrezzature e gli spazi comuni costituiscono patrimonio dell’intera comunità scolastica e la loro tutela rappresenta una responsabilità condivisa, che deve tradursi in comportamenti quotidiani improntati alla cura e al rispetto.

Nei laboratori, in particolare, dovranno essere rigorosamente osservate le disposizioni organizzative, igienico-sanitarie e di sicurezza, garantendo un utilizzo corretto e responsabile delle attrezzature e delle dotazioni. L’ordine e la cura degli ambienti costituiscono parte integrante della qualità del servizio e, per una scuola dell’ospitalità, assumono anche un preciso valore educativo e professionale.

12. SICUREZZA: UNA RESPONSABILITÀ CONDIVISA

La sicurezza non può essere considerata un adempimento esclusivamente documentale, poiché essa si realizza innanzitutto attraverso comportamenti corretti, consapevoli e responsabili. Tutto il personale è chiamato a conoscere e rispettare le procedure, le disposizioni organizzative, i piani di emergenza e le indicazioni ricevute, nonché a segnalare tempestivamente situazioni di pericolo o criticità delle quali venga a conoscenza. La prevenzione deve, pertanto, diventare parte integrante dei comportamenti quotidiani e della cultura organizzativa dell’Istituto.

13. IL RISPETTO DEI TEMPI E DELLE SCADENZE COME PARTE DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO

Il rispetto delle scadenze non costituisce un elemento meramente formale, poiché, all’interno di un’organizzazione complessa, il ritardo nell’esecuzione di un singolo adempimento può impedire o rallentare il lavoro di altri uffici, organi o figure professionali e incidere sulla qualità complessiva del servizio. Per ogni attività saranno, pertanto, individuati, ove necessario, termini congrui e soggetti responsabili, nella consapevolezza che il rispetto dei tempi assegnati costituisce parte integrante del corretto svolgimento dell’attività e della responsabilità professionale di ciascuno.

14. LE CRITICITÀ SI SEGNALANO TEMPESTIVAMENTE

Tra i principi organizzativi dell’anno scolastico assume particolare rilevanza quello della segnalazione tempestiva delle criticità. Chiunque rilevi un problema suscettibile di compromettere un’attività, una scadenza, il servizio agli studenti o il regolare funzionamento dell’Istituto è chiamato a rappresentarlo tempestivamente al soggetto competente, affinché possano essere adottate le misure necessarie.

Una criticità comunicata tempestivamente può essere affrontata e gestita; quando, invece, essa viene rappresentata soltanto dopo che ne sono derivati effetti sul servizio, si riducono inevitabilmente le possibilità di intervento dell’organizzazione. La tempestività della comunicazione costituisce, pertanto, essa stessa espressione di responsabilità professionale.

15. MONITORAGGIO E RENDICONTAZIONE

L’anno scolastico 2026/2027 dovrà segnare un ulteriore passaggio da una cultura prevalentemente dichiarativa ad una cultura del risultato, nella quale la progettazione trovi coerente corrispondenza nell’attuazione e nella successiva verifica. Le principali attività saranno progressivamente accompagnate da forme sostenibili di monitoraggio, non allo scopo di aumentare inutilmente gli adempimenti burocratici, ma per verificare ciò che è stato programmato, quanto è stato effettivamente realizzato, quali risultati siano stati conseguiti, quali criticità siano emerse e quali eventuali interventi correttivi risultino necessari.

La rendicontazione deve essere considerata, pertanto, non come un controllo fine a se stesso, ma come elemento ordinario di un’organizzazione responsabile, capace di conoscere e valutare la propria azione per migliorarla.

16. UNA LEADERSHIP DIFFUSA, NELLA CHIAREZZA DELLE RESPONSABILITÀ

Una scuola moderna e complessa non può essere governata attraverso l’accentramento di ogni attività su una sola figura. Il dirigente esercita le proprie funzioni di direzione, coordinamento e gestione unitaria dell’Istituzione, mentre l’efficace funzionamento della scuola richiede, al contempo, professionalità capaci di assumere responsabilità nei diversi ambiti dell’organizzazione. Sarà, pertanto, promossa una leadership diffusa, che non determini sovrapposizione o confusione dei ruoli, ma valorizzi competenze, professionalità e capacità di iniziativa all’interno di un sistema nel quale le responsabilità siano chiaramente definite.

La delega non comporta rinuncia alla responsabilità dirigenziale; correlativamente, ricevere una delega o un incarico comporta l’assunzione della responsabilità di esercitarlo con puntualità, autonomia e competenza.

17. IL PRINCIPIO ORGANIZZATIVO DELL’ANNO: “CIASCUNO PER LA PROPRIA PARTE, TUTTI PER IL CORNARO”

L’Istituto non ha bisogno di una moltiplicazione degli adempimenti, ma di un’organizzazione nella quale le responsabilità siano chiaramente individuate e concretamente esercitate. Per questo motivo l’anno scolastico 2026/2027 sarà guidato da un principio semplice e, al tempo stesso, impegnativo: CIASCUNO PER LA PROPRIA PARTE, TUTTI PER IL CORNARO. Nessuna funzione è marginale, poiché ogni componente concorre, nell’ambito delle proprie attribuzioni, al buon funzionamento dell’Istituzione.

Il dirigente dirige e coordina; i collaboratori concorrono all’organizzazione e presidiano gli ambiti loro affidati; i referenti esercitano le responsabilità connesse agli incarichi ricevuti; i coordinatori assicurano il necessario raccordo; i Dipartimenti progettano, condividono e producono; i Consigli di classe governano collegialmente il percorso educativo e didattico delle classi; ogni docente insegna, valuta, educa e partecipa alle attività collegiali, assumendo pienamente le responsabilità proprie della funzione docente. Il personale ATA assicura, secondo i rispettivi profili professionali e nell’ambito dell’organizzazione del servizio, il necessario supporto amministrativo, tecnico e ausiliario; gli studenti partecipano responsabilmente al proprio percorso di apprendimento e alla vita scolastica, mentre le famiglie collaborano, nel rispetto dei rispettivi ruoli, alla realizzazione della corresponsabilità educativa. Non tutto compete a tutti; ciò che compete a ciascuno, tuttavia, deve essere svolto pienamente, correttamente e nei tempi previsti.

IL CORNARO CHE COSTRUIAMO

Il Cornaro che vogliamo costruire non è una scuola nella quale pochi siano chiamati a risolvere ciò che altri non hanno fatto, ma una comunità professionale nella quale le responsabilità siano distribuite, consapevolmente assunte, concretamente esercitate e adeguatamente riconosciute. Vogliamo una scuola organizzata, capace di programmare e di verificare la propria azione, di innovare senza rinunciare al rigore, di essere inclusiva senza rinunciare all’esigenza educativa e di aprirsi al territorio e al mondo professionale senza perdere la propria identità e la propria funzione istituzionale. Vogliamo una scuola nella quale il confronto sia sempre possibile e costituisca una risorsa, purché sia esercitato nel rispetto dei ruoli e sia orientato alla soluzione dei problemi e al miglioramento; una scuola nella quale l’autonomia non venga disgiunta dalla responsabilità e nella quale il contributo professionale di ciascuno trovi significato all’interno di una visione comune.

L’anno scolastico 2026/2027 dovrà rappresentare un ulteriore e significativo passo nella costruzione di questa identità, nella consapevolezza che la qualità di una scuola non dipende soltanto dalle decisioni che essa assume, ma soprattutto dalla capacità dell’intera organizzazione di tradurle, con coerenza e responsabilità, in comportamenti, azioni e risultati. È su questa capacità che il Cornaro è chiamato a crescere. Ciascuno per la propria parte, tutti per il Cornaro.

Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Giuseppina Fazzio

Documenti

Linee guida 2026-27

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