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Il dono e il coraggio

Giornata di grandi emozioni sabato 06 aprile: con il supporto dell’ associazione AVIS Jesolo e la collaborazione di LIBERA presidio Venezia si è svolto un incontro con le classi V sul tema ‘Dono e coraggio’, con la presenza di Marisa Fiorani  e di Micol Rossi.

Con il cuore in mano, con grande compostezza ed un’emozione tradita sola dalla voce a tratti un po’ tremante, Marisa Fiorani – leggendo anche brani dal diario della figlia - ha raccontato agli allievi "una storia triste", la sua e quella della figlia Marcella, uccisa per mano della Sacra Corona Unita; ‘Marcella, che era finita nel giro della droga,  capisce che deve tirarsi fuori, lo deve fare lei stessa con le sue forze. Inizia a confidarsi con le forze dell'ordine, fa nomi e cognomi dei  boss che aveva conosciuto. Avrebbe dovuto essere uno dei testimoni del primo maxi processo alla Sacra Corona Unita. Ma qualcuno andò a dirglielo. Prima gliene fecero di tutti i colori, poi alla fine venne presa da casa, portata in un bosco e uccisa a colpi di pietre". Dopo la morte, ha continuato a raccontare Marisa agli allievi silenziosi ed emozionati, c’è stato chi in paese l’ha definita un’infame, perché aveva trovato il coraggio di parlare e di rivelare ciò che sapeva, mettendo a rischio l’organizzazione criminale: ‘Se solo sapessero quanto sono orgogliosa di questa infame!’. Marisa ricorda di aver "parlato da sola per vent'anni prima di incontrare per caso l'associazione Libera: mia figlia ha così ricominciato a vivere. L'angoscia me la tengo. Ma un pezzo di giustizia l'ho trovata. E continuerò a cercarla. Lo faccio per mia figlia, per voi e per i vostri figli.’

Micol Rossi invece, giovane ragazza veneziana affetta dal morbo di Crohn – malattia rara con molte complicanze che rendono difficile una vita ‘normale’ –  è stata una delle 12 Marie al carnevale di Venezia e  ha fatto il volo dal campanile di San Marco in rappresentanza di tutte le persone affette da patologie importanti ma che, nonostante questo, guardano al futuro con coraggio e dignità; anche lei ha raccontato la sua storia, i tanti interventi subiti, i cambiamenti della sua vita e le battaglie che quotidianamente deve affrontare:  ‘Non sarà però la malattia a fermarmi, io so  di poter fare molte cose importanti e vorrei riuscire a dare voce a chi non ce l’ha, vorrei far conoscere la situazione di chi convive ogni giorno con le difficoltà che incontro io per affrontarle e superarle insieme’.

Il tema del dono, caro ad AVIS e su cui si sono sensibilizzati i ragazzi presenti,  si è  così innestato sui temi del coraggio e della dignità: un insegnamento importante e di cui siamo orgogliosi, capace davvero di lasciare un segno e di far nascere, crediamo, pensieri ed azioni straordinari.

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